Una Casa Al Belvedere

Bed and breakfast Enna

Una Casa Al Belvedere Enna
 
Lo storico edificio, fu costruito nel 1902 sul sito precedentemente occupato dal monastero delle Orsoline e dalla chiesa di S. Orsola. Inizialmente l'Hotel Belvedere era di seconda categoria, divenne poi un hotel tre stelle e cambiò diverse volte nome: Hotel Belvedere, Grande Albergo Belvedere, infine Albergo Belvedere. Certamente uno dei primi proprietari o forse addirittura il primo, fu il famoso medico ennese dott. Carlo Pregadio.
 
 
 
 
Nell’area sottostante all’albergo, c’era un grottone che fungeva da zona relax per gli ospiti e una serie di murature interpretate da Paolo Orsi come resti delle mura di età bizantina. Nel 1935 in concomitanza con la sistemazione della piazza antistante e della collocazione della fontana con la riproduzione bronzea del Ratto di Proserpina del Bernini, l’edificio fu completamente ristrutturato ed ampliato. Nel corso della sua esistenza diede ospitalità a tanti celebri personaggi tra politici, uomini di sport, artisti e studiosi.
 
 
Nel luglio 1943, durante la seconda guerra mondiale, fu requisito dalle truppe alleate per alloggiarvi gli ufficiali Italiani prigionieri di guerra. Il 10 giugno 1946 nelle sale dell’Albergo Belvedere si svolse un congresso regionale del movimento per l’indipendenza della Sicilia, (EVIS) presieduto dall’On. Finocchiaro Aprile e con l’intervento dei principali esponenti di tale movimento tra i quali gli avvocati Varvaro, Castorina, Cosentino, Di Martino ed altri.
 
 
 
 
Durante il congresso fu approvato un ordine del giorno con il quale veniva rivendicato al popolo siciliano il diritto ad un plebiscito affinché esso potesse liberamente pronunciarsi “sui termini e sulla forma di una nuova unione con i popoli italiani”. Venne anche deciso che, qualora il plebiscito fosse stato negato, si sarebbe passati all’insurrezione armata. Ospitò per alcune sere il futuro marito della Regina d’Inghilterra, Sua Altezza Reale iI Principe Filippo Duca di Edimburgo il quale, durante la sua permanenza nella nostra città, volle minuziosamente visitare i monumenti ennesi e conoscere la loro storia.